
EAV Porta Nolana: trasformare un grande intervento urbano in un racconto cinematografico
Coordinare gli elaborati di più studi e tradurli in una narrazione unitaria: la riqualificazione della stazione EAV di Porta Nolana, a Napoli.
La riqualificazione della stazione EAV nell’area di Porta Nolana è un progetto infrastrutturale di grande scala destinato a trasformare una parte importante della città di Napoli. L’intervento prevede il completo restyling della torre uffici EAV, il rifacimento del piazzale antistante alla stazione e la realizzazione di un nuovo boulevard verde. Il percorso passerà sopra gli attuali binari ferroviari e creerà un collegamento con la zona di Napoli Garibaldi, costruendo una nuova relazione tra infrastruttura, spazio pubblico e tessuto urbano. We Are Albero ha collaborato con Corvino + Multari e con altri studi coinvolti nel progetto, tra cui Proap, assumendo il compito di coordinare gli elaborati prodotti dai diversi gruppi di lavoro e trasformarli in un racconto visivo unitario.
La sfida: rendere comprensibile un intervento complesso
Un progetto di questa dimensione non può essere raccontato attraverso una semplice sequenza di immagini. La trasformazione coinvolge edifici, spazi pubblici, infrastrutture ferroviarie, percorsi pedonali e nuove connessioni urbane. A questa complessità si aggiungeva la necessità di lavorare con materiali provenienti da studi differenti, ciascuno responsabile di parti specifiche dell’intervento. La sfida era quindi duplice. Da una parte, era necessario coordinare modelli Revit, modelli tridimensionali ed elaborati complessi, rendendoli compatibili all’interno dello stesso processo produttivo. Dall’altra, bisognava costruire una narrazione capace di accompagnare lo spettatore nella comprensione del progetto senza appesantirla con un eccesso di informazioni tecniche. Il risultato doveva essere lineare, chiaro e cinematografico. Un contenuto capace di restituire la scala dell’operazione e, allo stesso tempo, di mostrarne il valore per la città.
Dal materiale tecnico a una visione condivisa
Il lavoro è iniziato dalla raccolta e dall’organizzazione degli elaborati dei diversi studi partecipanti. Modelli e informazioni progettuali dovevano essere letti, verificati e ricondotti a una rappresentazione coerente. Coordinare il materiale significava ricostruire una visione complessiva dell’intervento, superando la frammentazione inevitabile in un progetto sviluppato da più gruppi di lavoro. Questa fase è stata essenziale per costruire il modello digitale utilizzato nelle successive lavorazioni. La qualità del racconto finale dipendeva infatti dalla capacità di integrare correttamente architettura, paesaggio, infrastrutture e contesto urbano. Non si trattava soltanto di mostrare come sarebbero apparsi la torre, il piazzale o il nuovo boulevard. Era necessario far comprendere il modo in cui questi elementi avrebbero lavorato insieme, modificando le relazioni tra la stazione, i binari e le aree circostanti.
Conoscere il luogo per raccontarne la trasformazione
Per rappresentare correttamente un intervento urbano è necessario comprendere il contesto in cui si inserisce. Abbiamo effettuato diversi sopralluoghi nell’area di Porta Nolana, raccogliendo materiale utile a ricostruire l’identità reale del luogo. Le riprese con drone hanno permesso di osservare l’area dall’alto e di leggerne le connessioni urbane, mentre i video realizzati da terra e gli scatti fotografici hanno documentato spazi, prospettive e condizioni esistenti. Questo materiale ha costituito il punto di partenza per integrare il progetto digitale nello scenario reale. Le ricostruzioni supportate da strumenti di intelligenza artificiale hanno contribuito alla preparazione di alcune componenti visive, successivamente unite al modello tridimensionale. La direzione e il controllo del risultato sono rimasti centrali durante tutto il processo, per mantenere coerenza tra il contesto documentato e la trasformazione prevista. Riprese reali, animazioni tridimensionali e modello digitale sono così diventati parti dello stesso racconto.
Video inserimenti, animazioni e schemi concettuali
Il video è stato costruito combinando linguaggi differenti. Le animazioni 3D hanno permesso di attraversare virtualmente il progetto e mostrare le relazioni tra i suoi elementi. Gli schemi concettuali hanno reso più leggibili i passaggi fondamentali dell’intervento, mentre i video inserimenti hanno collocato la trasformazione all’interno della Napoli esistente. L’unione tra riprese reali e contenuti digitali ha consentito di mostrare il progetto non come un oggetto astratto, ma come una trasformazione concreta inserita in un contesto urbano riconoscibile. Ogni sequenza è stata pensata per accompagnare la comprensione dell’intervento. Il racconto parte dal luogo, introduce progressivamente le modifiche previste e restituisce una visione complessiva della nuova configurazione urbana. Il ritmo cinematografico non rappresenta quindi un elemento puramente estetico. È lo strumento attraverso cui informazioni molto diverse vengono ordinate e rese accessibili a chi osserva.
Un contenuto pensato per conferenze e presentazioni
Il lavoro, sviluppato nell’arco di dodici settimane, ha portato alla produzione di un video completo della durata di circa cinque minuti e di una serie di rendering dedicati al progetto. I contenuti sono stati realizzati per accompagnare conferenze e presentazioni, contesti nei quali è fondamentale comunicare in modo chiaro anche a un pubblico che non conosce nel dettaglio gli elaborati tecnici. Il video permette di presentare il progetto attraverso una sequenza narrativa unica, mentre i rendering offrono immagini capaci di soffermarsi sui momenti e sugli elementi principali dell’intervento. Il valore del risultato risiede nella capacità di trasformare una grande quantità di informazioni tecniche in una visione leggibile, coordinata e memorabile.
Il valore della regia in un progetto di grande scala
Il caso di EAV Porta Nolana mostra quanto il racconto di un’infrastruttura complessa richieda competenze che vanno oltre la semplice produzione di rendering. È necessario comprendere gli elaborati, gestire modelli digitali articolati, coordinare contributi provenienti da studi differenti e costruire una gerarchia delle informazioni. Solo dopo questo lavoro è possibile trasformare il progetto in immagini e sequenze capaci di comunicarne davvero la portata. Per studi di architettura e sviluppatori, affidarsi a un partner in grado di gestire l’intero processo significa ridurre la distanza tra il progetto tecnico e la sua presentazione pubblica. Nel lavoro per EAV Porta Nolana, render e video non sono stati trattati come output separati. Sono diventati gli strumenti di una regia più ampia, costruita per raccontare con chiarezza un intervento destinato a modificare il rapporto tra infrastruttura, paesaggio e città.


